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Una villa cubista a Cape Town

OVD919, il gioiello incastonato dello studio Saota

Prendete una villa arroccata sul versante di una montagna brulla e ruvida, dalle cui immense terrazze sembra di potersi affacciare su uno strapiombo sull’oceano. Metteteci la firma SAOTA, pluripremiato studio di architettura con una particolare vocazione alla grandiosità e all’inaspettato. Benvenuti nell’idillio di OVD919, una splendida casa in Sudafrica.La location è quella di Bantry Bay, affascinante sobborgo di CapeTown, dove uno spettacolare paesaggio di rilievi a picco sull’acqua offre il punto ideale dove incastonare un piccolo gioiello di architettura.

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Cubista, ultramoderna e quasi irreale la villa, creatura del team formato da Philip Olmesdahl, Tamaryn Fourie e Joe Schützer-Weissmann, prende vita da linee essenziali e pulite, forme geometriche che poco disturbano la natura circostante, lasciandole ampio spazio attraverso l’uso cospicuo di vetrate ed open space.

“L’architettura si è concentrata sulla creazione di un edificio contemporaneo, ordinato e scultoreo”

commenta lo stesso Tamaryn Fourie, sottolineando l’intenzione evidente di dare particolare risalto al variopinto panorama, che spazia dal mare alla montagna.

Così i piani della villa si ergono l’uno sull’altro sul ripido pendio con diverse proporzioni, perfettamente incassati, con meticolosa sensibilità nelle opere murarie,  per sfruttare ogni centimetro e dare libero spazio alla flora confinante. A partire dal garage, nei livelli più bassi, che grazie ai suoi ampi volumi e un riuscitissimo trucco ottico guadagnato con alcune pareti in vetro riesce a far percepire uno scorcio di aria aperta, lasciando intravedere la vegetazione dall’ingresso principale. Tocco di design il vano dell’ascensore, in vetro, avvolto da scale in legno che si inerpicano fino al piano superiore.

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Ennesimo tocco di riguardo all’ambiente, la villa non supera i due piani al di sopra del crinale, dove sono racchiuse le zone più puramente abitative.

Le scale principali conducono al cuore della casa, un immenso open space dove giochi fatti di pochissime pareti e vetrate cielo-terra fungono da divisori tra le varie stanze. Dalla cucina dominata dall’ ampio bancone bar in bronzo e sala da pranzo, al living estivo con il suo soffitto in coste di calcestruzzo, fino al salotto invernale costruito attorno al futuristico camino centrale, le zone si riversano l’una nell’altra, susseguendosi con estrema costanza.

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Una continuità data specialmente dalla scelta dei materiali, primo tra tutti il cemento lucidato dei pavimenti, sia interni che esterni, in grado di sfocarne i confini e il delicato legno rovere naturale combinato ad inserti in ottone. O più ancora una parete esterna in Cor Ten ondulato che richiama velatamente l’ottone delle grondaie.

Surreale e inaspettato anche il terrazzo, che attraversa le aree living dischiudendosi poi sulla grande piscina che domina il panorama a 360°, da Robben Island ai picchi dei Dodici Apostoli e del Lion’s Head. Il piano più alto, al riparo da occhi indiscreti, custodisce la zona notte, mantenendo lo stile pulito del rovere sul parquet e le vetrate cielo terra che lasciano l’ospite  a circondarsi dei sentieri montani. Un gusto per un’architettura e un arredo di puro design,  ben espressi da quello che forse è il tocco più sofisticato della villa sudafricana: i suoi giochi d’acqua del piano inferiore, pozze di liquido cristallino su lastre di vetro che riflettono la luce rarefatta proveniente dai livelli interrati.

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www.saota.com


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